Visualizzazione post con etichetta recinzioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta recinzioni. Mostra tutti i post
mercoledì 23 settembre 2009
Cosmonauta
Allora...
Attenzione: se sei un nerd iper-tecnologico nostalgico comunista con il mito della politica degli anni 60 italiana e appassionato di cinema italiano che non sia Tornatore: questo messaggio è per te.
Questo film è stupendo, Non vincerà mai un oscar, non verrà mai menzionato nei libri di cinema, nessuno metterà questo dvd tra Arancia meccanica e Clerks (e certo: in italia nn c'è il dvd di clerks...). Ma questo film è stupendo.
Due ore di film serene serene, poche sbavature, bravi interpreti (tranne per un paio di elementi, ma ci può pure stare). Belli i personaggi, belli i ruoli, belli i contesti, giusti i momenti, appassionante la regia, bello il montaggio, belli i parallelismi, stupenda la colonna sonora. Che cazzo volere di più?
Vabbè... basta che sennò mi esalto troppo.
tag:
pirenei,
recinzioni
mercoledì 26 agosto 2009
Francesca Archibugi - Questione di cuore
E invece è un film molto delicato, piacevole, scorrevole e sicuramente d'impatto. Con tante venature di quella romanità che tendenzialmente preferisco, quella poco turistica e molto popolare che nessuno stereotipo riesce a definire (la battuta di Albanese sul caffè ar vetro miha fatto letteralmente rotolare dalla sedia...).
E a parte i soliti interrogativi che una pellicola del genere può portare a scatenare più o meno nella mente dello spettatore, la Comencini sottolinea molto il lato di una romanità occulta, molto più simile a Remo Remotti che ad Alberto Sordi, dove l'espressione anche se sguaiata non è mai volgarità.
Ecco. Son questi i film che fanno piacere al cuore. Film di cui non sai nulla, di cui non hai letto nulla, visti per caso perché l'altro film in programma era troppo lontano da andare a vedere, e con leggeri pregiudizi sugli attori. Ormai situazioni più uniche che rare, ma quando capitano... piacevolissime. E poi Kim Rossi Stuart è come il vino, più invecchia più diventa buono... e un bicchiere di vino buono fa buon sangue (saggezza popolare).
tag:
pirenei,
recinzioni
mercoledì 27 maggio 2009
Amari - Le Gite Fuori Porta
canzone tornentone del momento. uno dei dischi più belli dell'indie itagliano del 2009 (anche se è uscito nel 2007).
tag:
pirenei,
recinzioni,
segnalibri
martedì 10 marzo 2009
My Name is Daniele
Più o meno è quello che succede a me col Master di Merda.
Mi spiego meglio: alla fine, sulla lista di Earl ci sono un sacco di cose. Tutte cose che hanno un origine comune: sono state tutte causate da Earl stesso. Era lui ad avere il controllo sugli eventi che poi sono diventati una voce sulla lista; ed lui stesso è quello che si impegna a depennarle (senza per questo perdersi in situazioni rocambolesche e divertenti).
Io invece, ho sempre avuto la sensazione che il Master di Merda sia lì in un angolo a rompere gli equilibri per mettermi alla prova, e per vedere come riesco a cavarmela in ogni situazione.
Ultimi esempi per cui il MdM mi ha messo alla prova:
- per ambizione ho cambiato lavoro e sono andato in un posto in cui sono stato trattato molto male (punizione del MdM) ma subito dopo ho trovato lavoro in un'altra azienda in cui mi sono trovato molto bene, e dopo poco ho cambiato ancora per andare in un'altra azienda in cui sto ancora meglio, guadagno di meno ma vivo molto meglio (premio del MdM).
- ho uno schifo di famiglia, anzi, sotto certi punti di vista non ce l'ho proprio e non ce l'ho mai avuta e di questo me ne sono reso conto a mie spese tanti anni fa (sempre grazie al MdM) ma fortunatamente sto con una ragazza che invece ha un rapporto molto stretto con i familiari: ha dei genitori fantastici che dal primo momento mi hanno accolto come un figlio e dei parenti e amici a cui voglio un sacco bene.
- vivo (forse) nel periodo storico peggiore che si sia visto negli ultimi 50 anni e non solo in Italia (l'ho sempre detto io che dovevo nascere negli anni 50... grazie MdM) eppure al tempo stesso mi sento un privilegiato tutto grazie a quello che sono riuscito a crearmi da solo e con l'aiuto delle persone che veramente mi sono vicine.
Poi oh... possono essere benissimo solamente paranoie mie, e che sta storia del MdM sia solo una specie di alibi al normale svolgimento di quell'intreccio di percorsi che si chiama vita... però col senno di poi diventa tutto più facile.
Facile adesso dire che il cattolicesimo è la più grossa menzogna da 2000 anni a questa parte... ma 1000 anni fa l'avrei pensata allo stesso modo?
Ecco, una cosa che il MdM mi ha insegnato e di cui faccio tesoro è quello di fare sempre autocritica, anche col senno di poi, e che mi posso nascondere nel migliore dei modi, ma non mi posso nascondere a me stesso.
Posso mentire e storpiare le cose fino a convincere anche il più ostinato dei miei interlocutori, ma a me - a me proprio - non posso raccontare cazzate.
Adesso è un po' che il MdM non si fa sentire... di solito questi periodi così lunghi di assenza sono presagio di grosse tempeste in arrivo.
Speriamo di avere il tempo di riuscire a decidere chi mi piace di più tra Catalina e Joy... che quella sì che è una bella lotta.
ps. il migliore rimane Darnell "Crabman" Turner. Sempre e comunque.
tag:
pirenei,
recinzioni
domenica 15 febbraio 2009
Dente - L'amore non è bello
Vabbè... mi si può accusare del fatto di essere già fan del suddetto artista, e che sapevo benissimo che ascoltandolo mi avrebbe "generato dipendenza".
Ma non è di questo di cui vogliamo parlare oggi.
Musicalmente Dente, ci aveva abituato, nei passati album ed EP, a stupirci con accordi di chitarra e doppie voci dall'effetto armonico azzardato, quasi etereo, grazie tra l'altro alla sua voce ovattata e nostalgica, ma mai lamentosa.
Ma l'album è la conferma di questo stile, e un po' la consacrazione del talento che ha nel raccontare che "l'amore non è bello", che lascia il segno, o se preferite, per usare una frase tanto cara a chi scrive che "l'amore è un pretesto per l'odio".
Proprio lo spazio che prima era occupato da Amore, poi viene rimpiazzato da Amarezza, Nostalgia, Cinismo, e Sarcasmo. Un concept album, per certi versi, visto l'alternarsi dell'Ammore e dell'Odio nelle canzoni.
Ma non solo nei testi, ci è sembrato innovativo.
Musicalmente, ragazzi... ma che ve lo diciamo a fare.
A mio modesto avviso, la voce di questo ragazzotto è perfetta in situazioni musicali scarne e nude come quelle di "Non c'è due senza te": chitarra e voce e qualche intrusione laterale di piano: un po' come dire che la musica Indie, così come viene malamente interpreta qui, debba essere anche incisa con pochi mezzi al massimo delle possibilità in un blando rapporto qualità/prezzo.
Invece questo disco è piano di strumenti e di arrangiamenti favolosi... chitarra sempre in primo piano, e altri strumenti acustici e fiati in secondo piano a riempire quel vuoto che non ci permetteva di dare il 10 pieno ed indiscutibile ai precedenti lavori. Ma stavolta, ragazzi, quel pianoforte che ha tanto sapore di serate autunnali passate a ripararsi dal freddo alla ricerca di caldi accordi... fa veramente piacere.
Se poi ci mettiamo che la Ghost Record ha messo in vendita il cd prima dell'uscita ufficiale nei negozi di dischi (casualmente fissata per il 14 febbraio) direttamente sul loro sito internet al prezzo fittizio di 10 euro... beh... allora non si hanno scuse. Non si può non avere quello che fino ad adesso è sicuramente il secondo disco italiano più bello del 2009.
Canzoni preferite (al momento): dalla 3 alla 7!
Frase preferita (al momento): "mi piacciono le canzoni dal finale triste".
tag:
pirenei,
recinzioni
lunedì 9 febbraio 2009
Premere in caso di bisogno

Mi sono reso conto che the adolescenza experience è un tema che ricorre spesso nei miei inutili scritti.
In effetti c'è una forte attinenza tra la noia che mi spinge a scrivere queste righe a quella che provavo durante gli infiniti pomeriggi trascorsi in camera a fantasticare di come sarebbe stato avere 30 anni...
Era la noia che mi portava a leggere tanto e di tutto.
Hesse, de Carlo, Pirandello, Gibran, Kerouac, Tolkien, Pavese, King, Calvino, Pennac, Benni... giusto per citare qualcuno di quelli che non potrei dimenticare (per forza di cosa).
E a parte qualche rara eccezione son pochi i libri letti allora che ricordo con affetto ora, e che ogni tanto la voglia di rileggere mi assale.
Una splendida eccezione - strano a dirsi - è La guida galattica per gli autostoppisti, saga che definire Fantascienza è riduttivo. Visto che dentro c'è di tutto oltre la fantascienza.
Che poi, diciamolo, a me la fantascienza ha sempre fatto abbastanza cagare: non è proprio il mio genere, ma spinto dai consigli degli amici, un po' preso dalla curiosità, un po' perché ne avevo sempre sentito parlare come una pietra miliare della formazione di tutte le persone che frequentavo, lo lessi... e in effetti avevano ragione.
Prima, verso le 18, tornavo a casa attraversando il parco, e casualmente il mio sguardo è andato verso la luna piena che regna sovrana in questa sera di febbraio.
Ho visto una luna piena tonda, bella, lucente perfetta, in un cielo completamente sgombro da nuvole e pensieri.
Ho guardato alla luna e tra i tanti pensieri assillanti, mi domandavo senza risposta alcuna ...chissà che cosa sta facendo adesso Arthur Dent?...
E semplicemente sorpreso da tal osservazione ho continuato dritto a camminare con un mezzo sorriso e un mezzo passo rallentato.
Come se non bastasse... in ufficio sotto il monitor ho appeso un bigliettino con grandi lettere amichevoli che dice don't panic!.
E se lo dico io...
tag:
letture,
pirenei,
recinzioni
venerdì 30 gennaio 2009
Music Raider
Una volta ero un appassionato di musica del tipo cacacazzi.
Ogni volta che andavo in fissa per un gruppo o per un artista, non solo volevo avere tutto... e quando dico tutto non mi riferisco solo alla discografia ufficiale, piuttosto e soprattutto ai feticci digitali (o analogici) riportanti fedelmente un concerto, un intervista o un inedito o tutta quella roba lì che avanti negli anni guarderai con stupore per dire ma che cazzo ci faccio con l'ennesima intervista di 'sto qua?.
Bene.
Adesso, in un certo senso è ancora così, un po' perché quello che mi interessava e mi interessa ancora nel frattempo l'ho comprato e un po' perché recentemente c'è poco che mi entusiasma, e poi anche perché ormai conosco bene i miei gusti, e non ho più bisogno di conoscere cose nuove, se non piuttosto perfezionare i miei gusti a quello che... ehm... il p2p permette.
Recentemente, sono stato alla Fnac della Défense e come in tutte le Fnac del mondo, è possibile ascoltare un disco per scegliere se poi comprare o semplicemente passare un po' del tuo tempo libero in compagnia di una colonnina grigio-cemento con appiccicati sopra le copertine degli ultimi dischi appena usciti (e una cuffia).
La nostra curiosità è stata destata da una copertina marroncina e da un gruppo di garçon seduti e sparsi in una stanza con fisarmoniche e altri strumenti che piacciono a noi schizofrenici. E decidiamo di dedicare 10 minuti del nostro tempo ad ascoltare qualcosa.
E ci sono piaciuti.
Dopo aver memorizzato il nome, in settimana mi sono ricordato di questo ricordo e... ehm... ho provveduto a sentire qualcosa di questo gruppo e abbiamo concordato, io e il mio amico immaginario e schizofrenico, che sono altamente da consigliare, soprattutto a chi, come noi, dopo un po' non sa da cosa farsi sfrucoliare le orecchie e il gusto.
E basta.
tag:
recinzioni
lunedì 15 dicembre 2008
Cose varie
Il fine settimana appena trascorso ha dato ampie possibilità di espressione al mio ego critichino riempiendo ogni giorno di momenti e possibilità per mettersi su di un piedistallo immaginario (poniamo sia un blog) e argomentare sul nulla con il talento tipico dei predicatori nelle strade inglesi, o nel mercato rionale o sul pulpito tutte le domeniche.
Venerdì sera, per esempio il mio ego ha gioito alla vista del terzo episodio della quinta serie di Desperate Housewives ove, senza spoiler alcuno, si può affermare che Susan è stupida come "l'acqua dei broccoli", Tom si riconferma il mio personaggio preferito (e quello in cui mi rispecchio maggiormente), Gabrielle è sfigata anche un po' per scelta, e non solo per condizione e Bree una gran bella donna.
Sabato sera, poi, secondo la migliore delle tradizioni italiote del cinemino natalizio, non mi son fatto mancare la visione dell'ultimo film di Gabriele Salvatores "come dio comanda" tratto dall'omonimo libro di Nicolò Ammaniti. Avendo adorato il libro, sinceramente, ci son rimasto abbastanza male a vedere tutti quei tagli nella sceneggiatura: e che cazzo! Han levato così di netto Danilo Aprea, e la storia dell'ass. sociale Trecca-De Luigi (che secondo me avrebbe reso benissimo) mentre tutto il film gira intorno a questo amore tra Cristiano e Rino Zena, e a quel cazzone di Quattro Formaggi. Grande Eliuccio nostro: diventi sempre più bravo... come se non lo fossi già!
Appena uscito dal cinema, mi sono confrontando con la graziosa controparte femminile alla quale facevo notare come i grossi tagli abbiano un po' amplificato il mio disagio nei confronti del film. Inoltre, essendo un devoto fan di Salvatores, mi aspettavo qualcosa di più dal punto di vista registico, visto che per quanto curata possa essere, ho visto una regia piatta, poco virtuosa, ma non per questo non efficace, anzi: La sequenza del bosco vale da sola moltissimo, molto più di tutto il film in sé.
Quindi non so se dire se è un film che mi è piaciuto o meno. Posso però dire che è un film che mi ha lasciato insoddisfato. Questo sì... lo posso dire senza remore alcuna.
Come se non bastasse, la domenica sera, in uno dei pochi locali di Bologna dove fanno veramente bella musica dal vivo sono stato a sentire gli Eva Mon Amour.
Per chi non lo sapesse, gli EMA nascono dalle ceneri dei Cappello a Cilindro. Gruppo fantastico di musica d'autore de li castelli romani che nei loro 4 / 5 anni di esibizioni hanno ricevuto consensi ed applausi ovunque.
Posso vantare anche un certo rapporto di confidenza con i membri del gruppo (li ho anche tra gli amici di feisbuk) ed incontrarli è stata una grande gioia da parte mia, un po' come quella provata da un devoto fan che si aspetta sicuramente una bella serata in compagnia della loro musica (anche se adesso fanno un genere completamente diverso rispetto ai CaC).
E infatti le mie aspettative non sono state deluse... anzi... Per quel poco che è durata (purtroppo) è stata un esibizione che non esagererei a definire bellissssima. Musica coinvolgente, testi belli, momenti di pura psichedelia. Insomma: pura essenza di musica Indie che strizza più l'occhio all'estero che alle sonorità a cui ormai siamo abituati in itaglia.
Ovviamente, ho preso il cd (che uscirà a gennaio nei negozi, ma che vendevano già) che farà nei prossimi giorni una serena colonna sonora alle mie giornate.
Una piccola menzione per Airìn, la cantante che ha aperto la serata... ma non ne vale la pena...
Dopo tutto, ho preso l'autobus a mezzanotte e mezza, e in meno di 10 minuti ero a casa. Soddisfatto anche del fatto che è bello uscire la sera in centro a Bologna e spostarsi da San Lazzaro in autobus, senza preoccuparsi del parcheggio, del disco orario o di chissà quale altra bega legata all'utilizzo del mezzo privato.
Appena uscito dal cinema, mi sono confrontando con la graziosa controparte femminile alla quale facevo notare come i grossi tagli abbiano un po' amplificato il mio disagio nei confronti del film. Inoltre, essendo un devoto fan di Salvatores, mi aspettavo qualcosa di più dal punto di vista registico, visto che per quanto curata possa essere, ho visto una regia piatta, poco virtuosa, ma non per questo non efficace, anzi: La sequenza del bosco vale da sola moltissimo, molto più di tutto il film in sé.
Quindi non so se dire se è un film che mi è piaciuto o meno. Posso però dire che è un film che mi ha lasciato insoddisfato. Questo sì... lo posso dire senza remore alcuna.
Come se non bastasse, la domenica sera, in uno dei pochi locali di Bologna dove fanno veramente bella musica dal vivo sono stato a sentire gli Eva Mon Amour.
Per chi non lo sapesse, gli EMA nascono dalle ceneri dei Cappello a Cilindro. Gruppo fantastico di musica d'autore de li castelli romani che nei loro 4 / 5 anni di esibizioni hanno ricevuto consensi ed applausi ovunque.
Posso vantare anche un certo rapporto di confidenza con i membri del gruppo (li ho anche tra gli amici di feisbuk) ed incontrarli è stata una grande gioia da parte mia, un po' come quella provata da un devoto fan che si aspetta sicuramente una bella serata in compagnia della loro musica (anche se adesso fanno un genere completamente diverso rispetto ai CaC).
E infatti le mie aspettative non sono state deluse... anzi... Per quel poco che è durata (purtroppo) è stata un esibizione che non esagererei a definire bellissssima. Musica coinvolgente, testi belli, momenti di pura psichedelia. Insomma: pura essenza di musica Indie che strizza più l'occhio all'estero che alle sonorità a cui ormai siamo abituati in itaglia.
Ovviamente, ho preso il cd (che uscirà a gennaio nei negozi, ma che vendevano già) che farà nei prossimi giorni una serena colonna sonora alle mie giornate.
Una piccola menzione per Airìn, la cantante che ha aperto la serata... ma non ne vale la pena...
Dopo tutto, ho preso l'autobus a mezzanotte e mezza, e in meno di 10 minuti ero a casa. Soddisfatto anche del fatto che è bello uscire la sera in centro a Bologna e spostarsi da San Lazzaro in autobus, senza preoccuparsi del parcheggio, del disco orario o di chissà quale altra bega legata all'utilizzo del mezzo privato.
tag:
pirenei,
recinzioni
domenica 30 novembre 2008
La classe - Entre les murs
Confermo i miei pregiudizi sui film francesi: anche quando sono film belli, sono comunque film spaccapalle.
Questo film invece... pure.
No vabbè... onestamente merita un paio di paroline in più, perché in realtà è un film molto bello. E a differenza di tanti film analoghi americani, ma anche nostrani (guardo sorridendo al professor Silvio Orlando) questo non ha la pretesa di risolvere con una catarsi finale la storia. Anche perché una storia non c'è.
C'è solo l'umiltà forte di rappresentare in 2 ore quello che un professore vive in 9 mesi in una scuola delle banlieue parigine.
E' quindi pieno di sfumature, di storie accennate ma non raccontate di cui però si possono immaginare le evoluzioni e le origini. Di frasi nevrotiche e di tic verbali che non sono in bocca solo agli alunni ma ai professori stessi, addirittura a quel professore che in qualche modo si fa tanto conservatore di una lingua aulica che neanche lui parla più, ma che vuole a tutti i costi insegnare a dei ragazzi che, francamente, se ne fottono.
Guardando questo film mi sono ricordato in qualche modo di quando anche io ero uno studente e di quanto all'epoca mi sarebbe piaciuto fare l'insegnante di lettere. E mi sono trovato completamente diverso da quei ragazzi, molto più ingenuo. Soprattutto perché i tempi e i lugohi lo erano.
Ma i professori... cazzo... quelli non sembrano essere cambiati mai. Sempre parzialmente demotivati, arroganti perché in realtà spaventati, incapaci a gestire una classe di 20 persone in preda soprattutto agli scazzi ormonali. Ah... la scuola...
tag:
recinzioni
martedì 21 ottobre 2008
Recensione - Vinicio Capossela: Da Solo
Anche qui, esprimere un giudizio sintetico e asettico è molto difficile.
In questo preciso momento, mentre scrivo di Da Solo (l'ultima opera del grande Vinicio) ascolto Ovunque proteggi (penultima opera del grande Vinicio), e si nota la differenza.
Ecco: come si fa ad uscire con un disco come Da Solo che è intimo, introspettivo, sensibile, romantico, musicalmente semplice (ma con arrangiamenti molto complessi e ricercati) quando 3 anni prima c'era un disco in cui succedeva di tutto ma proprio di tutto?
Ecco che Poliedricità si riconferma ancora sinonimo di Vinicio, e stupisce.
Bisogna dire pure che ormai che degli autori nati negli anni 90, Capossela è l'unico che abbia mantenuto il suo livello sempre alto, e che nel reinventarsi l'abbia fatto sempre in maniera costruttiva, interessante, curiosa, innovativa... bella.
Sempre parlando di artisti sorti negli anni 90, delle ultime produzioni ormai mi ero abituato ad accettare per roba buona ciò che è al massimo decente (subsonica, daniele silvestri, max gazzè, samuele bersani)... roba trita e ritrita.
Capossela svetta su sti poveracci in maniera supersonica, li guarda dall'alto con almeno 10 spanne di differenze.
Devo quindi chiedere ringraziare Capossela perché con quest'opera sembra aver lanciato un messaggio molto preciso: La Musica d'Autore Bella Italiana esiste ancora, e non è monopolio di mostri grandi (anche anagraficamente) come Conte e Fossati (a cui seguirà recensione). C'è un posticino pure per lui.
Accattatevelo originale e lasciatevi sedurre dalle tracce numero 2, 5, 7 e 10.
tag:
recinzioni
lunedì 13 ottobre 2008
Recensione - Il papà di Giovanna
(Ovvero Perché Silvio Orlando fa l'attore e non il professore?)
Partiamo dal presupposto che ho immensa stima di Silvio Orlando come attore, e che da il meglio di sé quando intepreta la parte del professore. Come dimenticarlo in parti come Auguri professore, Il portaborse, oppure La scuola? Quella sua fisicità goffa, approssimativa, sormontata da un faccione espressivo e comico è un chiaro marchio di fabbrica.
Partiamo dal presupposto che per scrivere Alba Rohrwacher ho cercato la scheda del film e ho fatto copia&incolla del suo nome e che in Mio fratello è figlio unico mi è piaciuta assai, ma che pure in questo film intepreta una bella parte e che raggiunge esattamente l'intento a cui ci guida il regista: alla simpatia immediata e di conseguenza alla solidarizzazione.
Ok, detto questo, aggiungo solo che Francesca Neri me la sogno la notte, ma non scendo in particolari con voi...
Nessuno qui, tra chi scrive e chi legge, è un esperto di recensioni cinematografiche. Siam tutti appassionati, stiamo lì lì a spaccare il capello in 4 alla ricerca del virtuosismo per descrivere questa o quella scena. Ma non è questo il posto giusto per giudicare un film, quanto piuttosto descriverlo per quello che è: intrattenimento allo stato puro. E l'intrattenimeto piace, o non piace.
A me personalmente il film è piaciuto. Non assai. Non me lo rivedrei dopodomani, ma è stato comunque un film godibilissimo pieno di momenti in cui mi son lasciato coinvolgere dalla storia, nonostante le molte pecche (per chi è interessato dirò quali). Ho persino accettato con un vago senso di ottimismo il finale a cui ci ha portato per mano Pupi Avati, che dopo averla menata, in passato, che Bologna non è più la città di una volta per girare i suoi film ecco propinarcene un altro ambientato in questa città.
E in effetti poi si scopre che a parte qualche esterno in Via San Vitale, la maggior parte delle riprese sono state girate a Cinecittà a Roma e che alcune viste (quelle su Bologna e su Torino) sono frutto del Digitale (falso come una banconota da 14 euro).
Tutto sommato, è un film che non passerà alla storia. Ma ormai ho accettato con rassegnazione il fatto che non ci sono più filmoni italiani, quelli belli per cui vale la pena appassionarsi facendo dei confronti col cinema estero.
E a sto punto parliamo pure un po' del degrado di sto cazzo di cinema italiano che nel cast deve per forza metterci attori come Ezio Greggio, noto sul grande schermo per le sue incredibili interpretazioni in Yuppies e Yuppies 2, Il silenzio dei prosciutti (di cui è anche regista), Anni 90, Occhio Alla Perestrojka; e di quell'altra... come si chiama... Serena Grandi: come non poter citare Saint Tropez Saint Tropez, Monella e qualche altra zozzeria che non ho voglia di rammentare.
Come dare credibilità al Cinema Itagliano?
Beh... non c'è altro da aggiungere, secondo me.
tag:
recinzioni
Iscriviti a:
Post (Atom)
